Attività e Progetti

di Luisa Conti, insegnante referente del progetto

L’11 novembre, serata conclusiva del 37° festival del cinema Africano di Verona, ha visto nove alunne del nostro Liceo "Carlo Montanari" premiare, come giuria studenti, il film “A day for Women”. Il festival cittadino ha avuto una significativa partecipazione anche da parte delle nostre classi.

 

 

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È stato apprezzato dall’equipe del Cinema Africano il lavoro e l’impegno delle nove studentesse che hanno dedicato tempo ed entusiasmo a questo progetto. Qui di seguito le loro riflessioni sul percorso “giuria studenti”.

Riflessioni della giuria studenti

Abbiamo visto con passione e interesse i 7 film dedicati agli studenti. Ognuno ha interessato tematiche che ci hanno fatto discutere, interrogare e riflettere. Alcuni temi erano già noti e dibattuti, come la storia di Iqbal sul lavoro minorile, o il tema della difficoltà di integrazione tra popoli; altri, invece, ci hanno aiutato a togliere degli stereotipi o pregiudizi.

Abbiamo scoperto come la cinematografia africana ci mostri spesso uno spezzone di vita, dove non c’è un chiaro evento di inizio e un lieto o triste epilogo, ma ci accompagna perché possiamo vivere un pezzo di strada con i protagonisti.

Il nostro visionare i film, preparati da un breve corso di educazione alla cinematografia, ha suscitano in noi interesse e ci ha permesso di avere uno sguardo nuovo su questo continente che oggi ci sentiamo più di chiamare Afriche che Africa, avendone colto, attraverso i film, la varietà e la vastità di culture, lingue e ambienti. Addentrarci nei contenuti dei vari film ci ha permesso anche di modificare il nostro stereotipo di Africa. Dove prevalevano le parole povertà, non sviluppo, violenza ora potremo sostituire energia, bellezza, colore, riscatto.

Ci siamo confrontate in un dialogo creativo. La nostra modalità di lavorare non si è limitata a scegliere per maggioranza, ed è stato questo il momento più interessante del nostro lavoro, ascoltare l’idea dell’altra, provando a gustare cosa l’altra aveva colto e sottolineato. Questo ha permesso di arricchire di osservazioni la nostra già attenta visione. Non è stato difficile, quindi, trovarci a rinunciare alla nostra ipotetica prima scelta, perché il clima di dialogo costruttivo ci ha permesso proprio di gustare il metterci nei panni dell’altra e aggiungere nuovi sguardi sul film.

Noi eravamo chiamate a scegliere e abbiamo scelto A day for Women.

Da parte di tutte è stato valutato un bellissimo film.

Orgogliose di aver partecipato come giuria in questo festival, ringraziamo per l’opportunità che ci è stata data di entrare in un mondo che abbiamo trovato affasciante e interessante.

Grazie.

Le ragazze del Montanari

Andreis Sara, Conchetto Veronica, Grlas Sara, Lonardelli Sofia, Magnetti Anna, Marocchio Chiara, Mignolli Sofia, Pietroni Camilla, Rossignoli Alessia

 

Motivazioni alla nostra scelta del film A Day for Women

- Ci presenta tematiche universali in un mondo particolare. La storia è un intreccio delle vite degli abitanti di una zona periferica del Cairo, dove verrà inaugurata una piscina che, la domenica, sarà dedicata alle donne. Questo le renderà protagoniste del film. Ci è piaciuto che la donna fosse la protagonista in un paese dove la nostra idea e forse anche la realtà è quella della donna in ombra rispetto all’uomo.

- Ci pare che la regista abbia saputo valorizzare le vicende di ogni personaggio e in particolare delle donne e, con un linguaggio a volte spiritoso, ha suggerito i diritti delle donne. Le vere protagoniste del film sono le donne e l’alleanza tra loro. Alleanza che permette trasformazioni e cambiamenti.

- Il film ci suggerisce l’amore e la cura tra donne, i dialoghi di supporto tra loro e la scelta silenziosa di una delle protagoniste che rinuncia a tutto per seguire la nonna non autosufficiente.

- I temi nel film, presentati a volte in modo giocoso, ci mostrano uno spezzone di vita che, nella varietà dei personaggi, ci fa cogliere i diversi aspetti della vita quali il dolore, la fatica, l’amore e l’amore di madre ma anche l’amore non corrisposto, tutte problematiche che possiamo trovare in ogni cultura, ma vissuti nello specifico di una cultura araba, dove si coglie quanto sono condizionanti il pensiero e l’influsso della famiglia d’origine.

- La presenza di una piscina dove una giornata è dedicata solo alle donne per noi è un fatto nuovo. Avere una giornata per le donne diventa una opportunità di dialogo, di forza e solidarietà tra le donne che riescono a supportarsi e condividere, a togliere i pregiudizi e quelle rivalità tipiche tra donne che permetteranno loro di essere forti nei confronti degli uomini, i quali si mostrano invece con una mentalità più chiusa e meno disponibile al cambiamento.

- Ci mostra a tratti il problema dell’integralismo religioso, rappresentato da un personaggio che poi in modo deciso viene allontanato dal luogo e dalla scena; questo ci suggerisce il senso della speranza, la speranza che la forza coesa di uomini e donne di buona volontà possano creare la pace.

- Osservando le tecniche cinematografiche, l’accostamento musica e luce accompagna egregiamente i sentimenti e i vissuti delle donne. Nelle scene più allegre sono ripresi ambienti colorati e luminosi, accompagnati da musiche vivaci e coinvolgenti e il ritmo è sostenuto; nei momenti più seri e tristi, invece, il silenzio aiuta il pubblico a immedesimarsi nel personaggio e provare le stesse emozioni. In alcuni tratti, invece, il montaggio ci restituisce scene più lente, in sintonia con i sentimenti dei personaggi. Le scene girate all’interno della piscina, sembrano fermare il tempo per permettere di entrare meglio nel momento.

 

 

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